Algoritmi proprietari
L'intelligenza artificiale al servizio dell'ingegneria
Gli algoritmi di Displaid, sviluppati dopo anni di ricerca al Politecnico di Milano, combinano ingegneria strutturale e intelligenza artificiale per rilevare un maggior numero di fenomeni di degrado rispetto ai metodi tradizionali. Indicatori specifici e modelli standardizzati permettono di scalare le analisi all’intera rete, trasformando i dati raccolti in informazioni dettagliate e rappresentative dello stato di salute delle opere.
I vantaggi di adottare Displaid
Monitoraggio a 360°
Capacità di identificare e localizzare le principali cause di danno per ogni tipologia di ponte.
Approccio scalabile
Analisi replicabili su più ponti dello stesso tipo, grazie a un approccio basato su archetipi strutturali potenziato dall’AI.
Plug & Play
Flessibilità di integrazione in sistemi di terze parti ed elaborazione automatica dei dati, anche preesistenti.
Indicatori di danno specifici per ogni fenomeno di degrado
Ogni indicatore combina dati eterogenei per monitorare uno specifico meccanismo di danneggiamento, potenzialmente critico per una determinata tipologia di ponte. Gli algoritmi Displaid trasformano questi dati in informazioni dettagliate e di immediata interpretazione, direttamente collegate al comportamento strutturale e ai fenomeni locali.
Analisi modale automatizzata e avanzata
L’algoritmo OMA sviluppato da Displaid sfrutta il machine learning per inizializzare e ottimizzare automaticamente i parametri di identificazione modale. Inoltre, la rimozione di effetti esogeni, anche non lineari, consente un tracciamento accurato nel tempo delle caratteristiche dinamiche di ogni tipologia di ponte.
Integrazione AI nei modelli ingegneristici
Gli algoritmi Displaid combinano modelli ingegneristici e intelligenza artificiale per depurare i dati dagli effetti di fattori esterni, come traffico e temperatura, e interpretare comportamenti complessi con un approccio data-driven. Con l’aumentare dei dati acquisiti, i modelli si perfezionano e trasferiscono conoscenza tra ponti simili, abilitando un monitoraggio sempre più affidabile e scalabile all’intera rete.

Hai già installato dei sistemi di monitoraggio?
Possiamo aiutarti a trasformare i dati che hai a disposizione in informazioni chiare e pronte all’uso.
FAQ
Displaid in dettaglio: domande e risposte
01-Su quali basi scientifiche e di ricerca si fondano gli algoritmi di analisi dati di Displaid?
Gli algoritmi di analisi dati di Displaid si fondano su anni di ricerca accademica nel campo dell’ingegneria strutturale e del monitoraggio delle infrastrutture, sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Milano. Le metodologie adottate derivano da studi scientifici, pubblicazioni internazionali e attività di sperimentazione su infrastrutture reali.
Questo approccio garantisce che ogni algoritmo sia basato su principi ingegneristici consolidati, adattati e validati per applicazioni operative di monitoraggio strutturale su ponti e viadotti.
02-Gli algoritmi Displaid sono già stati applicati e testati su ponti reali e reti infrastrutturali?
Sì, gli algoritmi Displaid sono già stati applicati e testati su numerosi ponti reali e su reti infrastrutturali, sia in ambito di ricerca sia in progetti operativi. Nel tempo sono stati raccolti e analizzati grandi volumi di dati, che hanno permesso di validare le prestazioni degli algoritmi in condizioni reali e variabili.
Questa esperienza sul campo consente a Displaid di offrire soluzioni mature, affidabili e pronte per un utilizzo continuativo nella gestione delle infrastrutture esistenti.
03-Qual è l’approccio di Displaid all’uso dell’intelligenza artificiale nel monitoraggio strutturale dei ponti?
Nel monitoraggio strutturale dei ponti, Displaid utilizza l’intelligenza artificiale come strumento di supporto all’ingegneria, non come sostituto dei modelli fisici e dell’esperienza tecnica. L’AI consente di analizzare grandi quantità di dati, individuare variazioni significative nel comportamento strutturale e rendere le analisi scalabili su reti infrastrutturali estese.
Gli algoritmi Displaid sfruttano l’intelligenza artificiale per riconoscere pattern ricorrenti, ridurre l’influenza di fattori esterni come traffico e temperatura e migliorare la stabilità delle analisi nel tempo. Tutti i modelli sono però integrati all’interno di un framework ingegneristico trasparente, basato su indicatori fisicamente interpretabili e direttamente collegati ai meccanismi di risposta della struttura.
Per questo motivo, l’approccio di Displaid all’AI non è una black box: ogni risultato è verificabile e sottoposto a un doppio livello di controllo, algoritmico e ingegneristico, garantendo tracciabilità delle analisi, coerenza fisica e affidabilità delle informazioni fornite al gestore dell’infrastruttura.
04-In cosa gli algoritmi Displaid si differenziano dai metodi di analisi tradizionali?
Gli algoritmi Displaid si differenziano dai metodi di analisi tradizionali perché sono progettati per coprire in modo sistematico i principali meccanismi di danneggiamento rilevanti per ciascuna tipologia di ponte, andando oltre la semplice osservazione di variazioni globali del comportamento strutturale.
A differenza degli approcci tradizionali, che spesso faticano a interpretare comportamenti non lineari indotti da fattori esogeni come traffico, temperatura o condizioni ambientali variabili, gli algoritmi Displaid combinano modelli ingegneristici e intelligenza artificiale per separare questi effetti dai segnali effettivamente riconducibili a fenomeni di degrado.
Questo approccio consente non solo di individuare la presenza di anomalie, ma anche di interpretare, identificare e localizzare i fenomeni di danneggiamento evidenziati, collegandoli a elementi strutturali e meccanismi fisici specifici. Il risultato è un’informazione più affidabile, confrontabile nel tempo e direttamente utilizzabile dal gestore per pianificare ispezioni mirate e interventi di manutenzione.
05-Come vengono trasformati i dati di monitoraggio in informazioni operative per il gestore?
I dati raccolti dai sensori vengono elaborati attraverso algoritmi che li trasformano in indicatori sintetici, direttamente collegati a specifici meccanismi di danneggiamento della struttura, come scalzamento delle fondazioni, corrosione o ammaloramento degli appoggi. Queste informazioni vengono poi presentate in forma chiara e comprensibile, supportando il gestore nelle decisioni operative.
L’obiettivo è passare dal semplice dato grezzo a informazioni utili per pianificare ispezioni, valutare priorità di intervento e gestire in modo più efficiente il ciclo di vita delle infrastrutture.